Cadenazzo, si accendono semafori… e proteste - Patti chiari - Play RSI
Da fine agosto, via le prime rotonde sul Piano di Magadino – Gli automobilisti si lamentano, l’USTRA “ottimizza” e promette miglioramenti
19 maggio 2019: con il 73% di voti contrari, la popolazione ticinese dice NO a un progetto cantonale volto ad installare degli impianti semaforici lungo la tratta tra Cadenazzo e Quartino in sostituzione delle rotonde. Un esito chiaro che non lascia spazio a molte interpretazioni. Sette anni dopo, per la precisione il 29 agosto scorso, quello che era uscito dalla porta rientra gradualmente dalla finestra: a Cadenazzo sono stati infatti posati i primi semafori. E altri, sempre sul Piano di Magadino, seguiranno: entro la fine del 2027 i semafori andranno progressivamente a sostituire le rotonde nella tratta tra Cadenazzo e Quartino. Il progetto è stato studiato e voluto dall’USTRA, l’Ufficio federale delle strade. E ciò è stato possibile perché di fatto la Confederazione, dal 2020, è diventata proprietaria della strada, fino ad allora cantonale. Costo complessivo: circa 40 milioni di franchi di cui 8 per i semafori mentre i rimanenti 32 milioni verranno investiti nella sistemazione di tutta la rete viaria. Per l’USTRA lo scopo è chiaro: fluidificare il traffico e garantire più sicurezza, su una strada che - con quasi 30’000 veicoli al giorno - è da sempre tra le più trafficate in Ticino.
Automobilisti esasperati
Ma per ora la soluzione adottata non raccoglie l’unanimità. Il coro di proteste si è fatto particolarmente sentire a settembre, nelle settimane successive all’installazione dei primi semafori nel comparto di Cadenazzo: numerosi automobilisti, esasperati, hanno denunciato code e tempi di percorrenza prolungati, in alcuni casi addirittura raddoppiati o triplicati.
A far discutere, poi, ci sono i semafori posti davanti alla rotonda di Cadenazzo - l’unica che non verrà smantellata - e l’introduzione dell’obbligo di svolta a destra all’uscita di via Stradonino, che collega Gudo a Cadenazzo. In quest’ultimo caso, la troupe di Patti chiari ha documentato che bus e camion sono costretti a manovre laboriose per uscire da quella via, ostacolando il fluire del traffico.
Code, critiche e proteste non hanno lasciato indifferenti alcuni politici: in Ticino, il granconsigliere del Centro Claudio Isabella, insieme ad altri sette parlamentari di vari partiti, ha interrogato il Governo cantonale chiedendo spiegazioni su modalità del progetto, tempi di percorrenza e possibili contromisure.
Il consigliere nazionale liberale Simone Gianini ha invece chiesto lumi a Berna: il Consiglio federale ha risposto che è ancora prematuro tirare conclusioni e che bisognerà aspettare la conclusione dei lavori per valutare l’efficacia reale dell’intero progetto.
Fase critica già superata
Sulla stessa lunghezza d’onda le spiegazioni fornite alla trasmissione di approfondimento della RSI Patti chiari dai responsabili di Ustra in Ticino, che chiedono pazienza. Non solo: il responsabile del progetto USTRA Italo Broggini ha riconosciuto che, nei primi giorni dopo l’installazione dei semafori, nel comparto di Cadenazzo si sono verificate situazioni problematiche. All’origine, alcuni incidenti, ma anche malfunzionamenti - poi corretti - dei nuovi sensori che rilevano il traffico, nonché lavori di ottimizzazione del sistema che si sono resi necessari. A inizio ottobre, però, ha spiegato il responsabile del progetto, la situazione si era già stabilizzata: dati alla mano, USTRA conferma che i tempi di percorrenza della tratta, dopo questi primi disagi, sono praticamente tornati gli stessi dell’anno precedente, nello stesso periodo. Inoltre, man mano che le rotonde tra Cadenazzo e Quartino verranno smantellate e sostituite dai semafori, si prevede un’ulteriore e progressiva diminuzione dei tempi di percorrenza: nel 2028, a progetto terminato, si calcola un risparmio di circa il 30% negli orari di punta…sogno o realtà? Sarà solo il tempo a dircelo.